L’Arresto di Jack Lametta

L’ARRESTO DI JACK LAMETTA

Dalle Storie del Commissario Pino

Erano gli anni 90,in quel periodo prestavo servizio al Reparto Scorte della Questura di Roma erano gli anni in cui tra le molteplici preoccupazioni che i cittadini Romani dovevano affrontare, vi era quello della sicurezza e in modo particolare un fatto che ha destato molta rabbia tra i cittadini e impotenza tra le Forze dell’Ordine,quello di non poter catturare,il fantomatico Jack Lametta, autore di innumerevoli atti di lesioni fisiche mediante un taglierino, nei confronti di ignari Cittadini in modo particolare nella zona del Tuscolano,Appia e Caffarella

In uno dei tanti fine servizi nel rientrare al Reparto,all’altezza di Ple Flaminio,la Sala Operativa della Questura di Roma “ Doppia Vela 21”comunicava a tutte le Volanti e Autoradio di zona di Flaminio,Salario che un individuo dell’apparente eta’ di 40 anni, magro,capelli scuri, vestito con impermeabile bianco,armato di taglierino minacciava e tagliava i visi dei passanti.

Dirottavamo l’auto della polizia alla ricerca dell’uomo segnalato e dentro di me, considerato i precedenti delle lesioni fisiche che l’energumeno aveva causato a tante persone, al sol pensiero di mettergli le manette mi eccitava.

Dopo oltre due ore di perlustrazione la nostra ricerca e’ stata premiata.

Nei pressi dello stadio Flaminio due ragazzi a bordo di una Vespa 50 vedendo l’auto della Polizia ci venivano incontro, uno di loro aveva il viso insanguinato,impauriti,tremanti ci riferivano che mentre aspettavano ad un incrocio che il semaforo diventasse Verde,una persona con le caratteristiche dell’uomo segnalato da “Doppia Vela 21”li aveva sfregiati con un taglierino e scappato via.

Immediatamente ci portavamo dove i ragazzi ci avevano segnalato la violenza e a poca distanza dall’aggressione quell’uomo alla vista dell’auto della Polizia cercava di darsi alla fuga per le vie adiacenti, ma prontamente sceso dall’autoradio impugnando la pistola d’ordinanza intimavo di fermarsi e buttare il taglierino ma l’energumeno imperterrito non ubbidendo alle mie sollecitazioni ,mi affrontava con il taglierino a mo di sfida.

Quell’atteggiamento mi colse di sorpresa, malgrado fossi armato di pistola e consapevole delle disparita’ di difesa e offesa, non mi e’ mai balenata l’idea di colpirlo, invece lo sfidante incoscientemente impugnando il taglierino passandolo da una mano all’altra mi invitava ad avanzare per affrontarlo in un duello rusticano.

Questa pericolosa danza e’ durata poco perche’ nei pressi di un Bar ivi esistente prelevando un bastone tipo quello per pulire i pavimenti dopo aver messo la pistola nella fondina lo colpivo con due fendenti alle mani,disarmandolo e immobilizzarlo.

Al Commissariato della Postato Salario Parioli dove’ stato accompagnato e’ stato acclarato che “JACK”non era altro che una “Legge 180”uscito da uno dei tanti manicomi appena soppressi.

Nel tour criminale delle sue scorribande a mietuto decine di vittime compresa una ragazza diversamente abile.

Da quel giorno non si e’ piu’ sentito parlare di “JACK LAMETTA”

Giuseppe Pino pino.supu@yahoo.it www.pensionatisupu.it

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